Il nostro primo incontro è un colloquio che si svolge in un luogo protetto e tranquillo, il cui contenuto sarà ciò che tu vorrai portare.
Alla fine dell’incontro sarai tu a decidere se vorrai lavorare con me oppure no: potrai farlo subito, oppure decidere con calma in seguito, una volta a casa. A me spetterà valutare quale sarà, tra i diversi tipi di approccio che propongo, ossia il counseling (consulenza psicologica), il sostegno, il focusing e il coaching, quello più adatto alla particolare circostanza.
Intraprenderemo insieme un percorso, un viaggio che ci porterà da un punto ad un altro, e il primo incontro servirà proprio a conoscerci e a sentire se ci sono le basi perché si sviluppi una buona armonia, come tra compagni di strada.
Che il racconto sia chiaro od oscuro, confuso o cristallino non importa; che si tratti solo di una sensazione difficile da descrivere o sia il racconto di una sequenza precisa di eventi concreti, non importa; che sia un’onda di parole o un lento vagare di concetti, non importa: non c’è un modo sbagliato di raccontare un disagio o una crisi, c’è solo il modo che in quel momento si utilizza, è quello il modo giusto.
Si tratterà naturalmente anche di un incontro professionale, il che implica da parte mia non solo il rispetto della privacy, ma anche il rispetto della personalità e della storia dell’individuo, nonché l’impegno ad ascoltarlo attivamente e a fornirgli tutte le informazioni utili per fare le proprie valutazioni.